

Italiani e Francesi; da sempre in competizione su svariati fronti: la moda, il cibo, la cultura, il teatro, la politica e che con alterne vicende si sono trovati sempre l'uno di fronte all'altro sia nelle vittorie che nelle sconfitte.
Destinati ad incrociarsi con la perenne sfida tra mondiali ed europei: ai quarti di france '98 con la francia avanti, all'europeo 2000 in finale con ancora la francia bestia nera degli azzurri, ai mondiali tedeschi del 2006, dove i bleu dovettero, invece, chinarsi al rigore di Grosso.
Vicinanza che si concreta negli ultimi giorni da incubo per italiani e francesi : prima il mondo ha assistito attonito ad una debacle francese senza precedenti e poi ad una caduta verticale degli azzurri che ci riporta a prima del '78. Infatti é da allora che la nazionale italiana si era sempre qualificata agli ottavi di finale di un mondiale.
Storie diverse, ma dai connotati simili e dalle origini non così troppo distanti come si potrebbe pensare.
Partiamo dalla Francia: I galletti partono già col piede sbagliato, almeno per la riconferma di Domenech, allenatore che non solo per le ultime partite e per gli ultimi episodi, ma già precedentemente si era evidenziato per la manifesta incapacità di dirigere un gruppo, di allenarlo al meglio, di proporre schemi di gioco alternativi, di fare la semplice formazione da mettere sul terreno di gioco. Nonostante ciò viene riconfermato e alimenta la rabbia e la delusione dei francesi almeno quanto la sconfitta nei mondiali del 2006 che brucia ancora.
I bleu si complicano ancora la vita non vincendo il proprio girone di qualificazione al mondiale ed arrivando secondi. Il regolamento prevede che si sfidino le 8 migliori seconde in due sfide(andata e ritorno) che sanno di ultima spiaggia per Francia e Irlanda. All'andata in Irlanda, i bleu vincono 1-0, al ritorno pareggiano sì 1-1, ma con un gol a dir poco irregolare per l'intervento di pallamano di Henry. Raggiungono così, una qualificazione mondiale contro il trap tra polemiche infiammate e disprezzo da parte del mondo del pallone. Arrivati al mondiale africano giocano un girone da dimenticare con un pareggio con l'uruguay, una sconfitta pesante contro il Messico ed una altra sconfitta contro il Sud Africa(paese ospitante) che almeno esce a testa alta, all'opposto della francia e dei giocatori francesi che in aperta polemica col tecnico d'oltralpe addirittura disertano un allenamento prima della partita col sud africa. E' il disastro. I francesi tornano a casa, con il ministro dello sport che chiede le dimissioni del presidente della federcalcio transalpina e con un paese che si chiede cosa sia successo in quello spogliatoio di così grave da provocare un ammutinamento di tale rilevanza.
Italia: qui la storia è un pò diversa, dopo aver felicemente vinto il mondiale 2006, l'italia si appresta col favore dei pronostici ad affrontare un mondiale, in cui potrebbe rivelarsi per l'ennesima volta come la sorpresa, tant'è che anche il ct preferisce, e ciò si evince dalle sue dichiarazione, partire a fari spenti.
In verità non era tutto rosa e fiori. Dopo il 2006 infatti Lippi aveva ceduto il posto a Donadoni, scelta scellerata della Figc; un allenatore che aveva allenato solo il Livorno in serie A e che non era e tutt'ora non è affatto un carismatico di professione, uno che può dare senso di appartenenza ad una squadra ed orgoglio patriottico da buttare in campo, per strappare qualsiasi risultato all'avversario. Eppure va in nazionale, perde subito l'europeo e dopo scarsi due anni cede nuovamente il posto a Lippi. Questi rinvigorito dalle vacanze a Viareggio, dimentica un pò di calcio e dopo aver conquistato una qualificazione mondiale semi-soddisfacente, decide di rovinare la nazionale scivolando nell'ignoranza tattica e calcistica più totale; ignoranza mostrata chiaramente nell'assenza di gioco e di uomini di spessore che sapessero reggere i 90' e la fatica di portare una maglia con 4 stellette.
Così, con tante speranze, il nostro mondiale comincia col paraguay, e nonostante il pareggio pare una prova soddisfacente, infatti, considerando che Lippi aveva fatto scendere in campo una formazione senza schemi, era un ottimo risultato. Ci si aspetta la svolta con la neo-zelanda, ma manco a parlarne ancora un pareggio. Al chè arriva la Slovacchia di Marek Hamsik che, sebbene la presenza del talento in forza al napoli, non dovrebbe spaventare neanche la cremonese. E invece no, siamo proprio spaventati, la paura più nitida si legge negli occhi del povero Marchetti, scelto come secondo, quando la normale gerarchia doveva prevedere De Sanctis, uomo di maggior esperienza internazionale che avrebbe certamente donato più tranquillità agli azzurri.
La partita va come tutti sappiamo, con l'esemplificazione di tutti gli errori di Lippi che si concretizza grazie al gol da favola di Quagliarella, che Lippi aveva tenuto ben nascosto (forse pensava che essendo un uomo del sud desse più calore e l'ha lasciato in panchina a scaldare i compagni). Insomma Slovacchia-Italia 3-2 senza cuore, senza voglia e senza entusiasmo, sintesi di un gruppo saturo, di un allenatore incapace e di una federazione che si è fatta scappare Euro 2012 e pure 2016.
Tutto da rifare come ha detto il capitano, oppure direi io da cambiare perchè non bisogna fare di nuovo con i vecchi, bisogna proprio mutare radicalmente gli interpreti sia nel gioco che nei ruoli dirigenziali.
Ennesima sfida che ci accomuna ai Francesi, anche loro in attesa di una nuova "rivoluzione francese" che dia smalto alla compagine d'oltralpe, oberata dalla scarsa qualità dello staff della nazionale. Speriamo che ci sia anche una rivoluzione italiana, ma ne dubito, arriveremo come al solito agli Europei/Mondiali con blanda organizzazione e scarsa lungimiranza di obiettivi, e forse ci salverà la solita intraprendenza degli italiani, senza la quale saremo un paese allo sfascio.
B.L.M.
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